martedì 29 gennaio 2013

San Valentino e Centrotavola Romantico

Il 14 febbraio è per tutti la ricorrenza di San Valentino,  festa ispirata al messaggio d'amore diffuso dall'opera di Valentino.
Ma chi era Valentino?

Valentino era un vescovo nato a Terni e venne proclamato santo e patrono degli innamorati perché, si narra, che fu il primo ad aver celebrato l’unione tra un legionario pagano e una giovane donna cristiana.
I dettagli “romantici” non mancano alla storia di san Valentino: qualcuno sostiene che, durante la sua prigionia, si fosse innamorato della figlia cieca del suo carceriere  e si narra che grazie alla sua fede avesse ridato la vista alla giovane e che prima di essere decapitato, avesse inviato all’amata un biglietto di commiato firmato “dal vostro Valentino”.
Attorno a san Valentino sono nate, nei secoli, anche numerose leggende e storie:
Si racconta che un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati.
Un'altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci effusioni di affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell'espressione piccioncini.
Si narra inoltre della leggenda in cui il giovane centurione romano Sabino si innamorò perdutamente della bella ternana Serapia, ma i genitori dei lei si opponevano al matrimonio: Sabino era pagano e loro erano cristiani. Serapia però si ammalò gravemente di tisi e proprio al capezzale della moribonda Valentino battezzò Sabino e unì in matrimonio i due innamorati, dopodiché morirono insieme.

Oggi questa celebre festa ha perso il suo significato originale ed il sentimentalismo legato alla festa è svanito fino a far diventare San Valentino una festività prettamente commerciale fatta di cioccolatini industriali, peluches e bigliettini di auguri stampati in serie.

E’ vero, è difficile resistere al fascino della Festa degli innamorati. Quando si avvicina il 14 febbraio non si può resistere alla tentazione di celebrare la ricorrenza con la persona amata, il tutto all'insegna del romanticismo più sfrenato.
Ma basta davvero poco per festeggiare questa festa senza pesare sul portafogli!
Ecco allora che la festa di San Valentino non può considerarsi tale senza una romantica cenetta a lume di candela: musica soft, luci soffuse, sapori e profumi inebrianti.

Per prima cosa la scelta del menù: sono preferibili piatti leggeri per evitare di finire la serata a bere “Diger Selz”, quindi piatti leggeri ma sfiziosi e dal sapore inteso, una bottiglia di buon vino e per finire champagne!

E per la preparazione della tavola sono d’obbligo Rose rosse e candele, ma anche nastri rossi e petali.
Realizzare dei centrotavola semplici ma allo stesso tempo romantici non richiede ne molto tempo, ne una grande spesa, con pochi e semplici materiali possiamo creare piccoli allestimenti fai da te che renderanno la tavola molto romantica.
 
Ecco un centrotavola semplicissimo, solamente un bicchiere con acqua ed una rosa rossa. Per la tavola, solo delle tovagliette, piatti bianchi, tovaglioli legati con un nastro rosso e cuoricini sparsi al centro! Facile no?

lunedì 28 gennaio 2013

Frittelle Di Riso


Le frittelle di riso sono uno dei tanti dolcetti classici di Carnevale.

Durante questo periodo mia nonna era solita preparare grandi quantità di impasto per le frittelle che poi distribuiva a mia mamma e mia zia, perché le frittelle sono buonissime appena fritte e sono talmente piccole e golose che una tira l’altra! Le frittelle di riso sono composte, come si intuisce dal nome, da riso, cotto in acqua e latte. Una volta cotto il riso dovrà raffreddarsi e la tradizione vuole che il riso venga cotto la sera prima e che riposi tutta la notte.

Ingredienti:

  • 200 gr Riso
  • 50 gr Zucchero
  • 300 ml Latte
  • 600 ml Acqua
  • Una Noce di Burro
  • ½ bustina di Lievito
  • 100 gr Farina
  • 2 Tuorli di uovo
  • Scorza di Limone e/o scorza di Arancia
Procedimento:

In un pentolino versiamo il latte e l’acqua ed aggiungiamo lo zucchero, aggiungiamo il riso e facciamo cuocere fino a che il liquido non si sarà quasi del tutto ritirato e il riso sarà ben cotto e molto morbido.

Facciamo raffreddare (la cosa migliore sarebbe cuocere il riso la sera prima e lasciarlo riposare tutta la notte), aggiungiamo i tuorli, la farina, il lievito e la scorza grattugiata di un limone e/o di un arancia ed amalgamiamo bene.

Facciamo scaldare abbondante olio di arachidi in una padella e friggiamo le frittelle. Con un cucchiaio prendiamo del composto e con un altro cucchiaio caliamo l’impasto con delicatezza nell’olio.

Quando le frittelle saranno ben dorate le adagiamo sulla carta assorbente, le rotoliamo nello zucchero semolato e serviamo caldissime.

martedì 22 gennaio 2013

Gnudi Toscani


Gli gnudi sono una squisita ricetta di pasta fresca fatta in casa, di origine toscana composta semplicemente da ricotta e spinaci, una ricetta che faceva sempre mia nonna, toscana “doc”!
Il suo nome "gnudi" deriva dal fatto che sono il ripieno dei ravioli senza pasta.

E' una ricetta molto semplice e genuina e può essere condita da diversi sughi come burro e salvia, sugo di carne, pomarola e ciò che preferite, io personalmente li preferisco burro e salvia.

Ingredienti:
  • 500 gr Spinaci (in assenza di spinaci freschi vanno bene anche congelati)
  • 700 gr Ricotta fresca
  • 1 uovo
  • 3 cucchiai di Farina
  • Noce Moscata, Sale, Pepe
Procendimento:
Laviamo e lessiamo gli spinaci, li facciamo raffreddare e li strizziamo molto bene fino ad asciugarli e li tritiamo con un coltello o con il mixer. 
Mettiamo in una ciotola la ricotta e gli spinaci ed amalgamiamo. 
Aggiungiamo anche  il sale, il pepe, l’ uovo, la noce moscata e la farina e amalgamiamo fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Dal composto formiamo delle piccole palline. Il composto sarà molto molle quindi vi consiglio di infarinare molto bene le mani per formare le palline. (Non aggiungete altra farina altrimenti gli gnudi saranno troppo compatti) 
Mettiamo gli gnudi a bollire uno ad uno facendo molta attenzione nel versarli in acqua. (Io nell’ acqua di cottura aggiungo un filo di olio) 
Via via che emergono in superficie li scoliamo aiutandoci con la schiumarola. 
Prima di metterli nella zuppiera io metto, accanto alla pentola un colino con sotto un piatto, in modo da adagiarci gli gnudi appena scolati per eliminare bene l’acqua. 
Per il condimento mettiamo in un pentolino il burro insieme a delle foglie di salvia e facciamo sciogliere a fuoco basso. 
Versiamo gli gnudi in un vassoio, agiungiamo il burro con la salvia, un pò di parmigiano e serviamo subito!